oh fiorentina!
mentre il mio treno eurostar roma-milano accumulava 4 ore e 30 minuti di ritardo a causa dei tifosi della fiorentina che occupavano i binari in rivolta contro la retrocessione della loro squadra, per fortuna che avevo comprato dei giornali da leggere.
adriano sofri, magistralmente su repubblica, sulla sinistra radicale che non vuole votare la missione in afghanistan:
Resta, dichiarata da loro, la “questione di coscienza”. Ebbene, se si riconosca, laicamente, semplicemente, che alle elezioni si partecipa, e in Parlamento si sta, per far governare una maggioranza contro l’altra, il desiderio di fare la rivoluzione o l’obiezione di coscienza devono trovarsi altri campi da gioco. Nelle elezioni politiche si gioca soltanto una maggioranza contro l’altra. Non è in ballo il proprio ideale e nient’altro, la rivoluzione o la purezza della coscienza, l’assolutezza che non ammette termini di confronto, bensì il confronto fra quello che consente la propria maggioranza, e quello che assicurerebbe l’altra.
(qui l’articolo intero via furio’s blog)
natasha walter, sul guardian, sull’esplosione di libri e dischi che vendono giusto dieci o venti copie su amazon:
the great pleasure of new technology is that it did not turn us all into the drones of science-fiction fantasy, consuming nothing but mass media en masse. The way people decided to use the internet – both buyers and sellers – encourages tiny interests to flourish again.
(qui l’articolo intero)
per un resoconto sul resto di un bellissimo weekend, ancora un attimo di pazienza.
io non sono per il ‘peggio o meno peggio’. Non ho mai avuto stima di Sofri, che reputo terzista, e della cordata che lo supporta e gli consente, unico fra gli italiani in carcere -sono convinto della sua innocenza- a godere di un amplissimo diritto di Tribuna, pari al privilegio di Sgarbi, unico parlamentare (quando lo era) ad avere un programma quotidiano in tv. Quindi ritengo fuori luogo dire che se ci si presenta alle elezioni politiche (manco a quelle amministrative!) bisogna lasciare fuori dalla porta la propria coscienza: semmai farei un discorso di coerenza, di come RifCom e Verdi all’opposizione votavano contro le missioni, al governo votano a favore. Un plauso agli uomini di Diliberto che nel passaggo di poteri hanno mantenuto la propria opinione: cosa rara, evidentemente. A questo punto mi chiedo come mai il resto della c.d. sinistra non si è spostato, a sua volta, su posizioni pacifiste; sono così irrecidibili i legami che ci hanno avvinghiato in 60 anni alle scelte militari atlantiche?
sofri a volte è troppo terzista anche per me, e non amo quelli che lo santificano troppo. ma questo articolo a me è piaciuto. non so cosa esattamente fosse scritto nelle 280 pagine del programma dell’ulivo (sicuramente qualcosa di molto vago) però nel momento in cui rifondazione e i comunisti italiani hanno scelto di appoggiare questo governo penso sapessero che su alcune scelte le decisioni sarebbero state prese più seguendo la linea di ds-margherita che non la loro. rispetto (anche se non mi convince del tutto) la loro posizione che vorrebbe un ritiro rapido e completo dall’afghanistan. ma mettere a rischio il governo dopo pochi mesi è un ricatto degno di quelli che fa mastella dal lato opposto. ottenere qualche concessione mi sembra già un buon risultato, pretendere di decidere loro (minoranza) la linea di tutta l’unione mi sembra una sciocchezza. se non gli va bene il compromesso, dovevano presentarsi alle elezioni da soli.
a parte che non mi spiego la deriva moderata dei ds, penso che i casi di coscienza emergeranno in tutta la loro forza quando si tratterà di votare la finanziaria. che di sicuro conterrà manovre antipopolari oltre che impopolari, e non cambierà tanto da quelle del berlusca/tremonti. perchè mai un governo di sinistra non può fare politiche di sinistra? perchè in spagna la sinistra governa da sola senza preti, e in ogni paese dove governa lo fa da sola, e fa la sinistra (vedi nord europa)? se noti, le uniche preoccupazioni della c.d. sinistra radicale (io userei ben altro termine, tipo antagonista) sono proprio di non far cadere il governo. però non esiste che non ci sia la ‘discontinuità’. e non esiste che bisogna tenere ‘per forza’ quella posizione, specie quando all’opposizione si diceva tutt’altro.
beh deriva moderata… d’alema è pur sempre quello che ha fatto la guerra in kosovo, non mi stupisce che ora sia favorevole alle truppe in afghanistan. certo un governo di sinistra in italia non può fare politiche più coraggiose in stile spagnolo o nordeuropeo perché prodi non è zapatero (che comunque le truppe a kabul le ha anche lui), perché c’è l’eredità della dc, perché la situazione della finanza pubblica non è certo quella del nord europa… però preferisco di gran lunga un governo prodi a uno berlusconi e padoa-schioppa a tremonti. personalmente non mi è mai piaciuto e continua a non piacermi l’atteggiamento di quella parte di sinistra, chiamiamola pure antagonista, che preferisce il suicidio al compromesso (do you remember 1998?)
il pdci ha sempre votato contro ogni missione militare italiana (please, non chiamiamole missioni di pace,che un esercito non ha nulla di pacifico),e si è presentato alle elezioni con un simbolo che recitava “comunisti italiani e verdi per la pace”.dunque, per rispetto per coloro che hanno scelto questo simbolo,è giusto che ora votino contro!
non è questione di far cadere il governo (più di una volta il pdci è sceso a compromessi,a volte anche sbagliando),ma di mantenere una propria linea politica e di perseguire i propri principi.
il 9 ottobre 98 piansi in divano. Non mi ritengo antagonista anche se non voto D’Alema da quasi 10 anni. Sinceramente mi chiedo perché degli italiani debbano morire per Kabul, o per Beirut. Auspico un esercito Onu (riconvertita a tale uso) che sani sul nascere ogni situazione di dittatura, teocrazia, colpo di stato militare. In Afghanistan i talebani ci sono ancora, in Iraq si è dato spazio al peggior Islam: sono questi i risultati? Ah beata rivoluzione illuminista francese…!
(La soluzione è la mozione di fiducia al governo)
ribadisco: pieno rispetto per chi chiede il ritiro delle truppe italiane da kabul, tutte e subito. personalmente la situazione non mi pare così grave come in iraq, ma potrei essere troppo ottimista io. quel che non capisco è il senso di appoggiare la coalizione al momento delle elezioni per minacciare di scaricarla subito dopo, quando si sapeva che la posizione dei ds-margherita sarebbe stata questa e già si sono ottenute delle concessioni (vedi non inviare più militari in afghanistan di quelli già presenti). se bastasse porre la fiducia ok, ma mi pare di aver letto che alcuni dei senatori “ribelli” minacciano di non votare neanche la fiducia.
quanto all’esercito onu è una soluzione che mi piace tantissimo, dico sul serio, ma purtroppo non è una soluzione attuabile in maniera rapida. forse, con molto impegno, tra un po’ di anni…
scusa ne, ma anche ds e margherita sapevano qual’era la posizione di certi alleati;e visto che quello è un caposaldo della linea di partito potevano immaginare che si sarebbe arrivati a questo punto.
l’aver ottenuto di non inviare più soldati di quelli già presenti è dovuto più a motivi economici che non politici;e visto che di ministeri e concessioni vari non si è mai fatto richiesta, secondo me era giusto che stavolta fossero i filo-dc dominanti a concedere.
sembra quasi che si stia tentando di stabilire se è nato prima l’uovo o la gallina…la coalizione è stata messa in piedi con l’unico collante dell’antiberlusconismo, era ovvio che prima o poi si sarebbero palesate delle crepe più o meno pesanti nel sistema. Voi dite che la sinistra antagonista deve recedere o che la sinistra moderata sapeva con chi si sarebbe accompagnata nel quinquennio…. Io dico che in fase di scelta sono gli elettori stessi che devono prendere in considerazione dove andrà l’alleanza nel suo insieme, senza abboccare al chi vivrà vedrà che si è sentito spesso nell’ultima campagna elettorale. Adesso siamo al solito teatrino delle parti, ma sono fiducioso che don abbondio troverà una soluzione che accontenti sia l’una che l’altra parte, in modo che tutti conservino la poltrona come sempre.