poi magari non si incontra nessuno, ma non importa

via po è notevolissima la mattina presto, quando il sole si è appena alzato e la maggior parte dei torinesi non è ancora uscita di casa. semideserta nella luce dell’alba, via po è uno spettacolo di rara bellezza, soprattutto se il cielo è terso e i suoi edifici splendono gialli o bianchi, e la collina al di là del fiume profuma di foglie verdi, marroni o gialle. in via po si ha sempre la sensazione di poter incontrare qualcuno. poi magari non si incontra nessuno, ma non importa. quello che conta è la sensazione.

“torino è casa mia” è una piccola guida d’autore al capoluogo piemontese scritta da giuseppe culicchia. scritta talmente bene – con stile, ironia, affetto – che fin dalle prime pagine ti fa voglia, innanzitutto, di leggerla tutta d’un fiato; poi di andare a (ri)vedere di persona tutte le piazze e le vie e i bar e i locali dei quali nel libro si parla; poi quasi di andarci a vivere, così, sulla fiducia. culicchia ha capito, come già aveva ottimamente fatto aldo nove nel libro su milano della stessa collana, che una città è inutile spiegarla, si può solamente raccontarla. e, ovviamente, amarla.

quanto ai torinesi, basta seguire alcune regole non scritte, per la verità molto semplici. non siate spontanei, con loro. non capirebbero. non siate troppo aperti, e neppure troppo affettuosi. ai torinesi certe cose non piacciono. siate distaccati, piuttosto. non mostrate i vostri veri sentimenti. ricordatevi anche sempre, a torino, di non uscire mai dal vostro ambiente. a meno che naturalmente, arrivando a torino, non decidiate di fare un regalo alla città. mostrando ai suoi abitanti che si può vivere altrimenti.

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Posted: September 14, 2006 at 6:03 pm

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