vedi alla voce: quotidiano generalista
al corriere della sera c’è una sempre più evidente tendenza ad abbassare volutamente il livello dei contenuti, proprio adesso che governa la sinistra e quindi la cultura (ma dove?), la qualità, eccetera. due esempi emblematici sono il mini tabloid che viene distribuito gratuitamente la sera, idea potenzialmente interessante sfruttata almeno per ora malissimo, e la web tv dove alcuni video sono veramente al confine con la parodia – guardate “come ci si deve fare la barba” e “che cosa mangiare nella pausa-pranzo”.
per fortuna sul quotidiano resistono firme come claudio magris che oggi nel fondo in prima pagina mette qualche puntino sulle i nel dibattito su tradizionalismo e progressismo cattolico (confrontare l’articolo di galli della loggia qualche giorno fa sempre sul corriere). un estratto dall’articolo odierno di magris:
Il tradizionalista che si ferma al passato nega e offende la Chiesa e la sua cattolicità ovvero universalità, perché la considera di fatto una morta reliquia. I cosiddetti «teocon» — termine alquanto infelice, da gergo di gruppuscolo o da complesso rock — possono capire poco di queste cose, perché in genere non hanno alcuna esperienza del Cristianesimo e del Cattolicesimo [...] Della Chiesa hanno un’immagine vagamente nobile e consolatoria, così come si sa che nell’induismo ci sono divinità raffigurate con molte teste e molte braccia. La stessa autodefinizione di «atei devoti» — in cui l’arrogante professione di ateismo vorrebbe darsi una patina di cinismo libertino settecentesco, come quello degli abati galanti dell’ancien régime — non è la migliore premessa per occuparsi di cose di fede.
(qui l’articolo intero)