dogma 93
i controllori scendono dalla 93 dopo una piccola strage di passeggeri senza biglietto e date di nascita recitate ad alta voce. nelle cuffie si aprono le atmosfere cinematiche degli svedesi amandine. fuori dai vetri sporchi le luci della sera si accendono e la città inizia la sua recita di edicolanti a fine giornata, cani portati a passeggio, turni che finiscono, turni che iniziano, luci artificiali che scaldano l’aria grigia come melodie che si intrecciano e salgono fino al cuore. sul filobus spettatori assorti si sistemano su scomodi appoggi e senza togliersi i cappotti e le sciarpe guardano lo spettacolo come un film danese in un vecchio cinema d’essai. poi la musica finisce, le porte si aprono e si scendono i gradini fino a toccare l’asfalto. fuori il mondo è uguale a sempre. quasi.
amandine – sparrow [mp3] (via eclettica)
multiculturalismo

corriere della sera di oggi, pagine 44-45.
travelling without moving
in attesa che io trovi il tempo e l’ispirazione per post più corposi, divertitevi anche voi con il nuovo bellissimo – ed è dir poco – sito viaggiatreno di trenitalia. (a proposito, se vi fosse sfuggita la notizia, le ferrovie italiane sono sull’orlo del fallimento).
il crollo delle ideologie
sandro giorello scrive su rockit. ha firmato recensioni importanti, come gli ultimi lavori di elle, uzeda, pecksniff e sono belle recensioni, attente e originali. sul mag ha scritto un paio di lunghi articoli, non mi erano sembrati male. ieri scopro (via principessa favilla) che sandro giorello ha anche un blog chiamato il pianeta degli orsi, dove si parla di virginiana miller, sodastream, c’è anche un podcast (ascoltatelo) con trail of dead, !!!, the shins. poi una foto di una bottiglia di birra finlandese con un orso sull’etichetta. tutto molto bello insomma, tutto molto indie. ma ecco che subito sotto alla foto della birra finlandese con l’orso, compare niente meno che il faccione di tiziano ferro: accompagna una recensione controcorrente del suo ultimo disco che, si sostiene, è veramente un ottimo disco. ora come sapete chi scrive ha da poco fatto un post in difesa di cesare cremonini e in privato ha sostenuto più volte che proprio il nostro tiziano, nel calderone del mainstream italico, se non altro ha delle produzioni al passo con i tempi. però accostarlo a benvegnù e baustelle, ben gibbard e tiga, questo mi sembra sinceramente troppo. ma ecco bastardo insinuarsi il dubbio: e se avesse ragione lui? se davvero fossi schiavo dei miei pregiudizi verso chi anni fa sosteneva che “il successo non l’aveva cambiato” – e io pensavo in cuor mio “era così coglione anche prima?”. da lì a cercare rapidshare tiziano ferro nessuno è solo su google il passo è breve, molto breve. ora scaricato l’ho scaricato; unzippato l’ho unzippato; devo anche per davvero ascoltarlo? e se poi sandro ci stava solo prendendo per il culo?
[update: l'ho ascoltato. fino alla traccia 7, poi non ce l'ho più fatta. buone idee: poche. testi imbarazzanti: troppi. arpeggi di chitarra con effetto chorus che neanche vasco rossi: troppissimi.]
guide confuse per lettori confusi
proprio mentre mi decido finalmente a cercare un possibile argomento per la mia tesi mi imbatto in due utili post del confuso: la guida per universitari in cerca di prima occupazione e quella sulla tesi di laurea. da ritagliare e conservare.