indie newbies
dopo questa settimana di acceso dibattito sulla morte dell‘indie (*), il momento in cui violante placido è salita – bellissima, va da sé – sul palco del rockit party per cantare con bugo “amore mio infinito” mi è parso un momento carico di significato. qualcosa che faceva il paio con la notizia giunta all’inizio dell’anno che syria aveva cantato nel disco dei non voglio che clara. entrambi contributi che musicalmente non hanno aggiunto nulla – anzi ne avremmo volentieri fatto a meno – ma rappresentativi di un cambiamento in quello che l’indie rappresenta nella musica italiana. perché viola era venerdì sera la mascotte della festa, emozionata di cantare con bugo e davanti al pubblico di rockit molto più di quanto fossero emozionati gli altri della sua presenza: a pensarci, non è poco. per bugo, per rockit, per l’indie italiano tutto si tratta ora – a mio modestissimo parere – di non cadere ai piedi delle altre sirene che cominciano a cantare la nostra canzone ma di andare avanti con rinnovata originalità proprio nel nome di quell’indipendenza che ha portato fino a qui.
poi se davvero la parola indie dovesse cominciare ad andarci stretta, la mia proposta del giorno è quella di parlare di nerds (**), sempre alla ricerca dell’ultima beta musicale, e di newbies, che si accontentano di qualche upgrade saltuario ai loro modelli di riferimento.
* dibattito che andrebbe considerato chiuso dopo questo magistrale intervento, ma ormai avevo il post in bozza e mi spiaceva buttarlo
** un grazie a rachele per l’idea di usare il termine nerd in questo contesto
devi/dobbiamo ringraziare lo scambio di musica alle 3 di notte, secondo me è quello che ha fatto la differenza
mi rifiuto di ascoltare la musica nerd
quindi voto contro il termine
…meno pippe più concerti….
rac: oppure le 3 di notte e punto
fra: secondo me sono direttamente proporzionali… più concerti vedi, più pippe mentali ne derivano (se poi non intendevi quelle mentali, è un altro discorso)
Ma poveri concerti,che c’entrano?E che c’entra il Mei con l’indie?:)Condivido l’intervento magistrale,non capisco assolutamente quale sia la pietra dello scandalo.C’è un equivoco di termini:un conto sono le etichette indipendenti,che possono essere molto autonome o molto organiche al sistema sia per per scelte che per distribuzione e “potere”,un conto è il genere.Forse il genere non esiste, ed esiste solo uno state of mind,ma quello c’era prima che si inventasse la definizione e ci sarà sempre.Non capisco cosa possa aver cambiato il Mei di quest’anno:dov’erano gli altri anni questi commentatori?Cosa sarebbe successo di diverso??
il mei di quest’anno è solo uno dei segni che quello che una volta era un mondo molto più di nicchia comincia ad avere degli aspetti “istituzionali” che però quasi sempre coincidono con un forte annacquamento delle proposte. al mei, almeno così mi pare, ci va ogni anno meno gente interessante e ogni anno più gente che di indipendente, alternativo, originale, ha ben poco. quest’anno il mei era in collegamento con quelli che il calcio, ma in questo collegamento non c’erano i non voglio che clara o neanche per dire i baustelle. c’era pupo.
Sì ma se parli con chi al mei c’è stato, anche gli altri anni era così. Certo, la situazione starà peggiorando,però da sempre gli artisti interessanti sono relegati nel pomeriggio e gli spazi migliori sono lasciati a nomi con le spalle forti. Infatti diverse persone non ci vanno più…