we think the same things at the same time
da sunday blood sunday a the saints are coming, quanti anni luce fanno per gli u2? una cover moscissima degli skids che neanche la presenza dei green day risolleva minimamente, un video stucchevole in cui i caccia militari sganciano aiuti umanitari su new orleans allagata, una campagna di solidarietà per i musicisti che hanno perso i loro strumenti nel disastro katrina. questo è lo stato della proposta politica di “papa del rock” bono, quello che voleva cancellare il debito del terzo mondo e si è ridotto a fare canzonette che più innocue non si può, riedizioni internazionali del trio ligajovapelù che già spopolò su mtv qualche anno fa. canale che si è guardato bene dal trasmettere invece un altro video, questo sì veramente politico, uscito ormai diversi mesi fa: il video realizzato per il secondo singolo estratto da the eraser di thom yorke. (per i più impazienti, il video è linkato in fondo a questo post)
il disco solista del cantante dei radiohead è stata per quanto mi riguarda una delle delusioni dell’anno, il divertissement di un genio – che genio rimane – ma nulla di più. poco però si è scritto del suo valore politico, evidente già dal bellissimo artwork di stanley donwood raffigurante gli edifici di londra sommersi da onde stilizzate. all’interno del disco c’è una canzone, harrodown hill, che lo stesso thom in un’interessante intervista all’observer definisce “the most angry song I’ve ever written in my life”. il riferimento del titolo è al luogo dove nel 2003 fu ritrovato morto david kelly, consulente del governo britannico per le armi di distruzione di massa in iraq. ma facciamo un passo indietro.
il 29 maggio 2003 il giornalista della bbc andrew gilligan durante una trasmissione radio sostiene di avere saputo da una fonte affidabile che il governo di tony blair avrebbe volutamente modificato (sexed up, nell’originale espressione inglese) un dossier dei servizi segreti sulla pericolosità delle armi di distruzione di massa irachene. alastair campbell, portavoce di blair direttamente tirato in causa dalla fonte di gilligan, ingaggia nei giorni seguenti un forte scontro con i vertici della bbc che rispondono difendendo il giornalista e l’affidabilità della fonte. david kelly preoccupato dal clamore della vicenda scrive ai suoi superiori ammettendo di aver incontrato gilligan, il ministero della difesa rende pubblico il suo nome ma la bbc non conferma che sia lui la fonte. seguono interrogazioni presso una commissione parlamentare di tutte le persone coinvolte. il 18 luglio, alle 9 della mattina, il corpo di david kelly viene rinvenuto in un bosco poco lontano da casa sua. a harrowdown hill.
il mese seguente si apre un’inchiesta ufficiale. la presiede lord hutton, anziano giudice nominato dallo stesso governo. l’inchiesta è un mirabile esempio di trasparenza, le trascrizioni degli interrogatori ma soprattutto ogni singolo documento vengono messi online quasi in tempo reale sul sito ufficiale appositamente realizzato. quell’estate evidentemente avevo ancora più tempo da buttare di ora perché ricordo di aver seguito quotidianamente gli sviluppi. a distanza di tre anni il sito è ancora lì e a portata di click trovate ad esempio: lo scontrino del bar dove gilligan intervistò kelly; gli appunti presi da gilligan sul palmare; le lettere scritte da campbell alla bbc; alcune mail private scritte e ricevute da kelly poche ore prima di morire.
dopo oltre sei mesi, il 28 gennaio 2004 lord hutton pubblica il risultato della sua inchiesta: 750 pagine che dicono che kelly si è suicidato, scagionano completamente il governo e il ministero della difesa, costringono alle dimissioni i vertici della bbc accusati di non aver seguito procedure editoriali corrette per le notizie trasmesse. sui giornali inglesi la parola più usata, anche a tutta pagina, è una sola: whitewash, colpo di spugna. jonathan freedland in un bell’articolo sul guardian ricorda altre inchieste terminate con generose assoluzioni, e fra esse c’è il widgery tribunal chiamato a fare luce sugli eventi proprio di quel bloody sunday irlandese cantato dagli u2. il cerchio di questo post è così finalmente chiuso. intanto, a distanza di 3 anni dalla sua morte, neanche il fatto che david kelly si sia veramente suicidato è stato del tutto chiarito e su internet c’è chi continua a indagare.
- wikipedia – hutton inquiry
- the hutton inquiry web site
- bbc news – timeline: hutton report
- guardian – special report: the hutton inquiry
thom yorke – harrowdown hill [mov, 31mb] (via inkiostro)
Ne l’Inciucio di Travaglio|Gomez l’affaire Kelly viene indicato come esempio di indipendenza fra giornalismo delle reti di stato (BBC) e governo (Blair). In effetti se ci pensiamo è un po’ come se la Rai ….. no! Meglio non pensarci. E’ fantascienza.
Il termine “modificato” per “sexed up” non mi intrippava come traduzione. Pensavo più un “truccare” che in italiano significa sia imbellettare sia “fare dei barbatrucchi”. Per vedere in che contesti era usato il termine inglese con il minor numero di click possibili ho cercato il termine “sex up” su google.
E al quinto posto sta proprio nientepopodimeno che 10 ways to sex up a dossier.
Articolo del guardian scritto quattro mesi prima di quello linkato da te, che però è PIU’ CORTO e scritto per PUNTI, quindi per me più facile da leggere e meno stancante.
Questo articolo ci indica i dieci punti utili a truccare un dossier.
Che sono:
1- Cambiare il titolo. Se lo chiami “Piano per le armi di distruzione di massa” fa meno effetto che dire “ARMI DI DISTRUZIONE DI MASSA”
2- Utilizzare un linguaggio più intenso e colorito nell’intro dei discorsi. (poi nel seguito ci si addormenta quindi meglio essere energici nella presentazione)
3- riferendosi a risorse militari, Sostituire parole dal significato potenziale (“potrebbero schierare, potrebbero essere pronti a…”) con termini in atto (“sono schierate, sono pronte allocabili”)
4- Se c’è un riferimento a un pericolo non presente, toglierlo. Ad esempio una frase “Saddam NON può bombardarci” va tolta.
5- Scrivere che Saddam se ne frega(va … ora ha altro a cui pensare) delle sanzioni e che proseguiva le sue ricerche sulle WMD.
e … etc. etc.
Oh.
Ma Tareq Aziz? Spacciato per morto ennemilavolte quasi come il giornalista di raidue che conduceva Stranamore su mediaset, pare – a differenza di quest’ultimo – ancora vivo in carceri ultrasegrete.
Chissà che non lo estraggano dal cappello una volta ritirati i soldati in IRAQUI. Chissà.
grazie trincio del commento. per “sex up” la traduzione migliore che mi viene è “rendere più attraente” ma siccome neanche questo rende giustizia ho preferito nel post lasciare un neutro “modificare”.
molto interessante l’articolo per punti sulle modifiche al dossier, che non avevo mai letto.
tareq aziz non mi stupirei neanche troppo se lo tirassero davvero fuori dal cappello, ricordiamo che è anche cristiano e già aveva fatto da figura di mediazione in passato.
Cmq non sono d’accordo sull’album. Per me è molto intenso e personale, i testi sono più comprensibili e diretti del solito, la voce volutamente meno coperta da effetti vari. Si sentono persino i sospiri…Non sarà un disco particolarmente innovativo, ma è un album in cui Thom è stato libero. Dalle aspettative che suscita un disco dei Radiohead, dall’obbligo di rivoluzionare la musica, da tante cose…Per questo è un disco però ancora più sentito.
guarda sono d’accordissimo che sia un lavoro intenso, personale e sentito. semplicemente mi pare che il risultato, musicalmente e artisticamente, non sia nulla di eccezionale. poi rimane un parere personale, per carità.