je me suis levé bien tard, ce matin
mi spiazza sempre il fatto che contrariamente alle statistiche i giorni più freddi dell’inverno da queste parti arrivino sempre verso febbraio. forse è per questo che sento il bisogno di trovare un nuovo evento a sancire il vero inizio dell’anno, ad accompagnare il gelo e la neve che a natale a milano non si fanno più vedere. avevo puntato molte carte sull’uscita dell’attesissimo nuovo film di michel gondry, la science des rêves, e sul parallelismo con quando a inizio 2005 eternal sunshine of the spotless mind aveva segnato l’apertura di un anno ricco di incontri, viaggi ed emozioni. la nuova opera del regista francese, la sua prima ambientata in madrepatria – di più, girata nella casa dove abitava a vent’anni – è bellissima, diciamolo subito. a mio parere ancor meglio della precedente, anche se così diversa da rendere difficile ogni paragone. la potenza immaginifica visiva stavolta coniugata con effetti speciali low-fi, sogni di stoffa e cartone, e una parigi magica quanto quella di amélie e insieme neorealista come potrebbero riprenderla i fratelli dardenne.
uscito dalla sala martedì scorso in un piovoso pomeriggio milanese l’impressione era però che invece di anticiparmi qualcosa dei mesi che ho davanti la science des rêves mi avesse raccontato in maniera quasi inequivocabile gli ultimi due o tre anni della mia vita. le persone, le scoperte, i progetti, i successi e i fallimenti, le sorprese e le delusioni. poi quattro giorni dopo, in un sabato sera in cui è bello starsene in casa e andare a letto presto, non ho più alcun dubbio sul fatto che è in quello che mi è sfuggito del film, nelle cose che non mi quadrano e nelle scene che ritornano in mente, lì c’è quello che mi aspetta. non un oroscopo ma un auspicio di sogni da inseguire.
dick annegarn – coutances (the science of sleep ost) [mp3]
thanks a lot!!