run easy
il concerto dei maximo park lo attendevo da mesi ma in molti ne hanno già parlato e non direi nulla di nuovo se non confermando che loro rimangono una spanna sopra dell’hype per intelligenza e gusto, osservando che il pubblico era lì più per le canzoni che per il nome, parlandovi di come ho resistito nel pogo – non particolarmente violento ma di proporzioni enormi – per quattro o cinque pezzi e poi gradualmente sono scivolato indietro fino ad arrivare contro al mixer in fondo alla sala, per farmi prendere da una depressione improvvisa in cui mentre paul smith si agitava sul palco mi sentivo inesorabilmente in ritardo, il mio cervello batteva a malapena i quarti mentre le mani del pubblico tutto scandivano gli ottavi sulle strofe di books from boxes.
la mia vita prosegue formalmente da disoccupato – un paio di siti da finire che non trovo mai la voglia di affrontare e un lavoro full time da sistemista linux che potrebbe iniziare a maggio o magari no, sto aspettando notizie. eppure di tempo per riposare neanche l’ombra, di stress sempre in abbondanza, troppi cd comprati e scaricati ma che non trovo il tempo di ascoltare, troppi libri fermi ancora alla stessa pagina.
in tutto questo arriva il nuovo disco degli amandine, folk svedese per nulla twee e invece pregno di una serena malinconia a cavallo tra i turin brakes e gli ahimè appena scioltisi sodastream – lo stesso accostamento a sufjan stevens letto in giro è tutt’altro che fuori luogo. canzoni che invitano a rallentare la corsa, prendere un respiro e godersi il paesaggio; come dice la nuova campagna della reebok che sia corso in 4 minuti oppure in 8 un chilometro è sempre un chilometro. disco totalmente fuori stagione questo “solace in sore hands” eppure capace di portare l’unica risposta possibile nel caldo estivo scoppiato ad aprile, quella di rompere gli schemi, ribaltare le logiche e cercare una dimensione diversa, più egoista e più umana: you did something selfish, but you did what was right.
amandine – faintest of sparks [mp3]
amandine – secrets [mp3]
non mi è dispiaciuto neanche a me maximo park, in effetti…
cavolo non ti ho visto quella sera….. ma non ho visto un sacco di altra gente in effetti. mi raccomando domenica la mia festa!
maximo park = noia.
ma forse sono io che non ho più voglia di ascoltare un certo tipo di suoni…
ma poi ne avevamo già parlato fuori dal rolling stone…
p.s. dovrei farcela anche a passare dal goganga domenica
baci.
silvia.
Non ti ho visto domenica scorsa al concerto dei Decemberists + My Brightest Diamond…
Comunque, outstanding show. My Brightest Diamond è una super-donna. E i Decemberists hanno eseguito un concerto che definirei “totale”.
Buona festa di laurea.
anais: sul “certo tipo di suoni” in fondo concordo, ma per i maximo io faccio un eccezione, mi piace pure il nuovo disco oh.
felice che ti sia piaciuto. shara worden è incredibile sì, anche se dal disco mi aspettavo un concerto più intimo e mi aveva spiazzato. i decemberists pare abbiano fatto show molto coinvolgenti anche in europa.
davide: eh ero un po’ stanchino non avevo voglia di prendere l’aereo