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May 31st, 2007

information overload (un post a punti)

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May 29th, 2007

il ritorno del blogdibattito

sarà la primavera, sarà il partito democratico, sarà che la gente è stufa del buonismo che non porta da nessuna parte. sta di fatto che negli ultimi giorni sui blog c’è un fermento di dibattito politico schietto e argomentato, che non ha paura di andare giù duro. provo a fare un piccolo riassunto.

leonardo accusa i radicali di avere organizzato a piazza navona una manifestazione perdente in partenza, che non poteva avere la forza di confrontarsi con il family day. “Ora sapete anche quant’è forte il familismo militante cattolico in Italia, o, se preferite, quanto sia debole l’orgoglio laico. Il primo riesce a mobilitare mille volte più persone del secondo, nella stessa unità di tempo e in uno spazio contiguo. Se era una gara, l’orgoglio laico l’ha persa mille a uno.”

il bdd sulla boutique replica che non si può criticare l’iniziativa radicale solo perché ci sono andati in pochi. “Si sa che è la quantità che crea le rivoluzioni. Se ne deduce ad esempio che Gandhi era un piccolo pirla, che sfidava il Sole perché troppo orgoglioso della sua intelligenza.”

nel frattempo wittgenstein si fa promotore di un manifesto che chiede l’inserimento di dieci persone aggiuntive, più giovani, nel comitato del partito democratico. “In Italia ci sono 28 milioni di persone che hanno meno di quarant’anni. Tra di voi, neanche una. [...] Aggiungiamo subito altri dieci nomi al Comitato per il Partito Democratico, scelti tra i molti che nella politica e nella società hanno già dimostrato capacità o sostegno popolare ampi e convincenti, e che siano per anagrafe e sensibilità rappresentativi anche dell’altra metà degli italiani

camillo ribatte che non è quello il problema del pd. Davvero il problema del nascituro Partito Democratico è l’assenza nel suo Comitato costitutivo di una quota minima di splendidi quarantenni? [...] Un partito lo si giudica da ciò che vuole fare e dalle sue idee, non dai nomi del suo comitato centrale, tantomeno dalla carta d’identità dei suoi costituenti.”

leonardo attacca ancora più frontalmente l’iniziativa. “In pratica, l’unico reale inconveniente dell’establishment è che non ci siete ancora arrivati.” “Esprimere una critica a un meccanismo di cooptazione proponendo di cooptare altra gente (un po’ alla rinfusa) non mi sembra proprio il massimo. Come minimo ne deduco che la cooptazione non vi dispiace: vi dispiace non essere i cooptatori.”

aggiungo come postilla la mia opinione personale: la manifestazione dei radicali era minoritaria per vocazione, un errore di marketing se vogliamo, ma il vero problema è che un partito come i ds non abbia il coraggio di sostenere una legge già all’acqua di rose come quella sui dico, per paura di mettersi contro qualche cardinale o qualche futuro compagno democratico. quanto al comitato del pd, contiene troppi nomi (45? ma scherziamo?), per giunta sbagliati (sempre i soliti) e scelti col metodo sbagliato (dall’alto); aggiungere dieci persone a un tavolo già troppo lottizzato non può migliorare la situazione. e dire che l’idea del partito democratico mi piaceva, ma ormai mi fa sempre più paura: le persone con delle idee e delle capacità rischiano di trovare meno spazio di quello già risicato che hanno oggi in ds e margherita.

poi ci sarebbe tutto un discorso che mi ronza in testa da un po’ sul parallelismo tra musica e politica, dove il mainstream sono i grandi partiti sempre più inascoltabili e autoreferenziali e l’indie quelli piccoli che possono permettersi di dire quello che pensano senza doversi preoccupare delle varie oligarchie. ma se ad andare a sentire i concerti indie si sta più larghi e si spende meno, eleggere a ideale la piccola dimensione in politica potrebbe essere pericoloso: si rischia di consegnare al mainstream di palazzo cose ben più importanti della classifica di top of the pops.

5
May 24th, 2007

milano-londra e ritorno

vogliamo non dire nulla su questi ennesimi poser fotocopia inglesi che scelgono come nome elle milano e intitolano un pezzo believe your own hype. always.? sulla pagina wikipedia ci sono frasi memorabili come formed by the indie fashion models Adam Doherty and James Iha oppure the engineering of ‘vomit inducing noise’ on guitar and keyboards. domani sera suonano al plastic e ormai non si capisce più se è il locale milanese che scimmiotta l’hype d’oltremanica o viceversa.

elle milano – believe your own hype. always. [mp3]

16
May 19th, 2007

new athens

gli americani hanno questa fissa di chiamare le città con lo stesso nome di quelle europee. ad esempio ci sono dieci milan disperse tra il kansas e il tennessee. per york almeno hanno avuto il buoncuore di aggiungerci new. athens, invece, oltre ad essere la capitale della grecia è una cittadina di 100.000 abitanti nello stato americano della georgia.

conosco athens da quando ero accanito fan dei R.E.M., i suoi più illustri cittadini. mai avrei immaginato di ritrovarmi al concerto di un altro gruppo proveniente dalla stessa relativamente piccola cittadina. ieri sera ascoltando gli of montreal che avevano riempito la casa 139 e conquistavano il pubblico con un set tirato e convincente pensavo allora ai punti in comune con i R.E.M. – musicalmente nessuno, ma seguitemi. il bassista innanzitutto è identico a mike mills (anche se dalla foto non sembra tanto). le alucce attaccate alle spalle del chitarrista sono uguali a quelle del video di losing my religion. la passione per armonizzare i coretti senza rinunciare al rocchenroll non è così diversa da quella dei R.E.M. degli anni 80. il frontman kevin barnes è come michael stipe un tipico studente da art college, estroso, ipersensibile, sessualmente ambiguo. io lo dico: se i R.E.M. fossero nati negli anni 2000, per me suonerebbero così.

update: qui sotto il video integrale del concerto milanese, registrato dallo smartelefono del bdd

4
May 19th, 2007

thou shalt always frangetta

Accumulo libri / vado allo spazio Oberdan / vivo all’Isola / vivo sui Navigli / vivo in Buenos Aires / voglio un loft / compro i Taschen / faccio lo IED / faccio filosofia in Statale / faccio lettere / faccio la Naba / facevo Brera / farò i soldi / me ne andrò da Milano / facevo la cameriera / faccio la barista / anzi no, la barman/ faccio la dj / Organizzo feste / mi metto gli occhiali grossi / mi tolgo gli occhiali grossi / faccio la grafica / faccio tante foto in digitale / ho il Macintosh / vado alle feste di Mtv / che bravo kounellis / che bravo Alessandro Riva / che bella la mostra sulla street art / gli adesivi / io aderisco / guardami guardami sto appoggiata al muro / bevo solo la birra e il cuba libre / sono una tipa complicata / uh uh se sono complicata / almeno due concerti al mese / quanto mi diverto / vado al rocket / vado al plastic / vado al gasoline / le mie amiche sono troppo delle pazze / sono una indierocker / sono indigente / ho la frangetta / sono estroversa / sono introversa / non mi piace il cazzo / per carità vai via con quel cazzo / chattiamo su messenger / ti faccio vedere le foto del mio gatto / ti mando una canzone troppo bella / questa sera andiamo al leoncavallo / andiamo in ticinella / minkia ke flash / facciamoci una canna / la barella no, è da stronzi / non mi interessano i ragazzi con la macchina bella / a me piace il maggiolone / a me piace il furgone della wolkswagen / che bello il salone del mobile / quanta creatività / che bello il miart / basta, alighiero boetti ha rotto le balle / mi piacciono le foto di basilico / sono molto intense / ho Fastweb / mi scarico un film di Antonioni / Fellini, Pasolini, Rossellini, Bolognini / andiamo ai Magazzini / Godard, Truffaut / non mi piace il cinema americano / è troppo commerciale / andiamo alla biennale / i miei genitori non mi capiscono / mio papà mi dice solo porco dio / mi spezzo la schiena per farti studiare / studia cretina / che io non ho potuto

scoperta sulla boutique, ormai è già un inno. pare che dietro ci sia lo storico deboscio, che io davo ormai per defunto. ora però urge un video serio stile scroobius pip. urge anche capire se in fondo come dice girolami queste sono le donne di cui ci innamoriamo.