Tuesday, May 29, 2007

il ritorno del blogdibattito

sarà la primavera, sarà il partito democratico, sarà che la gente è stufa del buonismo che non porta da nessuna parte. sta di fatto che negli ultimi giorni sui blog c’è un fermento di dibattito politico schietto e argomentato, che non ha paura di andare giù duro. provo a fare un piccolo riassunto.

leonardo accusa i radicali di avere organizzato a piazza navona una manifestazione perdente in partenza, che non poteva avere la forza di confrontarsi con il family day. “Ora sapete anche quant’è forte il familismo militante cattolico in Italia, o, se preferite, quanto sia debole l’orgoglio laico. Il primo riesce a mobilitare mille volte più persone del secondo, nella stessa unità di tempo e in uno spazio contiguo. Se era una gara, l’orgoglio laico l’ha persa mille a uno.”

il bdd sulla boutique replica che non si può criticare l’iniziativa radicale solo perché ci sono andati in pochi. “Si sa che è la quantità che crea le rivoluzioni. Se ne deduce ad esempio che Gandhi era un piccolo pirla, che sfidava il Sole perché troppo orgoglioso della sua intelligenza.”

nel frattempo wittgenstein si fa promotore di un manifesto che chiede l’inserimento di dieci persone aggiuntive, più giovani, nel comitato del partito democratico. “In Italia ci sono 28 milioni di persone che hanno meno di quarant’anni. Tra di voi, neanche una. […] Aggiungiamo subito altri dieci nomi al Comitato per il Partito Democratico, scelti tra i molti che nella politica e nella società hanno già dimostrato capacità o sostegno popolare ampi e convincenti, e che siano per anagrafe e sensibilità rappresentativi anche dell’altra metà degli italiani

camillo ribatte che non è quello il problema del pd. Davvero il problema del nascituro Partito Democratico è l’assenza nel suo Comitato costitutivo di una quota minima di splendidi quarantenni? […] Un partito lo si giudica da ciò che vuole fare e dalle sue idee, non dai nomi del suo comitato centrale, tantomeno dalla carta d’identità dei suoi costituenti.”

leonardo attacca ancora più frontalmente l’iniziativa. “In pratica, l’unico reale inconveniente dell’establishment è che non ci siete ancora arrivati.” “Esprimere una critica a un meccanismo di cooptazione proponendo di cooptare altra gente (un po’ alla rinfusa) non mi sembra proprio il massimo. Come minimo ne deduco che la cooptazione non vi dispiace: vi dispiace non essere i cooptatori.”

aggiungo come postilla la mia opinione personale: la manifestazione dei radicali era minoritaria per vocazione, un errore di marketing se vogliamo, ma il vero problema è che un partito come i ds non abbia il coraggio di sostenere una legge già all’acqua di rose come quella sui dico, per paura di mettersi contro qualche cardinale o qualche futuro compagno democratico. quanto al comitato del pd, contiene troppi nomi (45? ma scherziamo?), per giunta sbagliati (sempre i soliti) e scelti col metodo sbagliato (dall’alto); aggiungere dieci persone a un tavolo già troppo lottizzato non può migliorare la situazione. e dire che l’idea del partito democratico mi piaceva, ma ormai mi fa sempre più paura: le persone con delle idee e delle capacità rischiano di trovare meno spazio di quello già risicato che hanno oggi in ds e margherita.

poi ci sarebbe tutto un discorso che mi ronza in testa da un po’ sul parallelismo tra musica e politica, dove il mainstream sono i grandi partiti sempre più inascoltabili e autoreferenziali e l’indie quelli piccoli che possono permettersi di dire quello che pensano senza doversi preoccupare delle varie oligarchie. ma se ad andare a sentire i concerti indie si sta più larghi e si spende meno, eleggere a ideale la piccola dimensione in politica potrebbe essere pericoloso: si rischia di consegnare al mainstream di palazzo cose ben più importanti della classifica di top of the pops.

9 Responses

  1. leo

    Notevole il ricorso a Gandhi, considerato che è stato il leader di un movimento di massa composto da centinaia di milioni di persone, contro un Impero rappresentato da un élite di qualche migliaio di funzionari.

    Naturalmente le idee non sono buone a seconda del numero; ma Gandhi il numero sapeva usarlo, i radicali italiani no.

  2. bdd

    io sto con l’indie e con piazza navona, fanculo i grandi numeri. gandhi era partito bene, ma poi ha fatto la fine degli u2 vendendosi al mainstream.

  3. leo

    mah, è un paragone che ti si ritorce contro.
    Se è in gioco la tua integrità artistica, e sei giovane, è comprensibile che tu preferisca la nicchia.
    Ma se il gioco è la Democrazia, prima o poi devi andare nella piazza più grande e affrontare il mainstream, e tutto il resto è Sega.
    Convincere tanta gente è lo Scopo Del Gioco, nientemeno.

  4. il biondo

    personalmente non credo che lo scopo del “gioco” democrazia sia convincere tanta gente. credo che lo scopo sia quello di garantire a tutti la possibilità di proporre. per il resto ultimamente non credo più nelle idee ma nelle persone.
    citando mox direi:
    A: “ma dove vogliamo andare con queste facce?”
    B: “ma quali facce?”
    A: “de mita(partito dem.), carfagna, carlucci, pomicino, mastella….”

    io non sono più così sicuro che il mio voto serva per sostenere un idea. forse serve per sostenere delle persone che io non vorrei ma che il partito che io voto deve sostenere.

    per come la vedo io è giusto votare il partito il cui programma più ci rappresenta, è più giusto votare un partito che è in grado di scegliere quali persone sono in grado di realizzare questo programma.
    detto questo chiedo a Fnv quando si candida.

  5. teo

    ho deciso da tempo ke non voterò alle prossime elezioni. anke se temo ke il mio desiderio di non vedere il nano mi porterà a non rispettare la mia coscienza. purtroppo la testa degli italiani è questa. egoismo su tutto. forse si estende ben al difuori di questo paese. forse l’egoismo domina sul mondo occidentale. e se la democrazia finzione, è “giusto” ke l’egoismo regni. x questo sono contro la democrazia. xkè non voglio ke il mio voto valga quanto quello della vecchietta ke ha 80 anni e passa la giornata quardando le telenovele su rete4 (o quanto quello del 20enne ke pensa solo a rifare i cerchi della propria auto).

  6. Davide

    La sfiducia totale nella politica (specie italiana) è frutto della naturale evoluzione di tutte le persone con un minimo di sale in zucca. Poi viene il nichilismo.

    A questo punto votare contro il nano non mi pare più un motivo sufficiente per esercitare il diritto di voto. La politica italica è un mediocre gioco delle parti da cui francamente sono schifato. Meglio rifugiarsi nella dimensione privata.

  7. il biondo

    concordo su tutto con davide, soprattutto sull’ultima frase.
    certo, mettere i soundgarden de noi artri al secondo posto della propria chart di sempre mi lascia un pò spiazzato.
    “il mondo è terra…”

  8. teo

    un mio amico ha scritto un post interessante a questo proprosito. ve lo consiglio: http://mariodomina.wordpress.com/

  9. dhinus

    grazie a tutti dei commenti molto interessanti. aggiungo solo che concordo con il post linkato da teo quando dice che “se non siamo noi ad occuparci della politica è lei che si occupa di noi”. il rifugiarsi nella dimensione privata per me è una non-soluzione. su tutto il resto, ci sarà occasione di riprendere il dibattito.

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