the place where dreams come true
sono stati tre giorni intensi e bellissimi, dalle prime note degli home alla collinetta venerdì pomeriggio che bastano a rendermi immediatamente felice, fino al djset di polaroid in una domenica baciata dal sole, l’atmosfera rilassata e tranquilla che rendeva irriconoscibile l’area attorno al circolo magnolia dopo le 10.000 persone che avevano affollato i due giorni precedenti. due notti a dormire alle 5, corse tra un palco e l’altro, le foto (grazie sandro per il pass), i video, il baustellometro. conoscere finalmente di persona kay, inkiostro, lonox (appena tornato a bloggare), vale, violetta, giulia, nur e rivedere tutti gli altri – a conti fatti c’era più di metà del mio blogroll. poi la musica, i gruppi finalmente visti dal vivo e quelli persi tra l’ennesimo incontro inaspettato e una coda per la pizza, le sovrapposizioni tra i palchi, i banchetti, i troppi dischi che avrei voluto comprare.
meglio di così non riesco proprio a scriverlo e allora abbiamo cercato di raccontarlo in podcast con tommy e la partecipazione telefonica del bdd nello speciale lazysundays che potete ascoltare direttamente qui:
lazy sunday #31: miami 2007 special [mp3, 73mb]
poi ci sono i piccoli video che ho girato. quello dei my awesome mixtape alla collinetta (forse il momento più bello del festival):
e ancora:
- enrico brizzi & numero 6 – sulla strada da quaranta giorni [youtube video]
- dente – baby building [youtube video]
- canadians – 15th of august [youtube video]
ci vorrà ancora un po’ di tempo per mettere in ordine tutto questo nella mia testa, ci vorrà ancora molto tempo per dimenticarsi della musica, degli incontri, delle emozioni. almeno fino al prossimo mi ami, io spero.
infine: qui le foto del miami su flickr (tra qualche giorno online anche le mie)
posso dirlo che ti odio?
anzi no, vi odio tutti.
(vabbè, io ero a londra, e quindi sticazzi, vi odio un po’ meno, però vi odio)
l’anno prossimo mi organizzo per tempo!
ma perchè non vi fate una vita?
perchè non andate ad un festival come si deve?
ma avete mai sentito dei gruppi stranieri, anche i peggiori? ora vi pare che il cast sia eccezionale? date una chitarra e un sintetizzatore ai miei due cani e assicuro che non ci sarebbe molta differenza.
che vergogna ragazzi.
mi pare ovvio che la scena musicale italiana non possa competere con quella inglese o americana. detto questo il miami è stato a mio giudizio un ottimo festival perché fatto con passione, perché c’era una bella atmosfera e perché c’era una buona selezione dei gruppi riconosciuti non solo da me come i migliori in italia. certo nessun modest mouse, nessun arcade fire, nessun maximo park. ma comunque diversi gruppi molto validi e sicuramente più interessanti di tante proposte estere spinte dall’hype ma prive di sostanza.
quando i tuoi cani col sintetizzatore aprono un myspace, passami il link: magari mi piacciono
ma non devi neanche stare a rispondere…l’importante, è accontentarsi..
importante accontentarsi? se questa è la vostra filosofia di vita otterrete sempre molto.
non parlo di gruppi così mainstream e pompati dalla stampa.
prendi anche i più “sconosciuti” suburban kids with biblical name, euros, una tender forever (mi pare suonò allo stesso festival dei mitici mam tempo fa), o bishop allen che non sono nemmeno tra i miei preferiti. secondo c’è paragone? io dico di no.
il my space ai miei dei miei cani con il sintetizzatore non l’ho ancora aperto, ma tra poco esce l’ep. poi lo manderemo a tutti i bloggers che lo faranno diventare il disco culto italiano del 2007. i
Il baustellometro è una genialata. Sono parecchio d’accordo coi punteggi, specie per i Canadians e soprattutto dei Perturbazione, che però son troppo buoni e cari e gentili per riuscirci davvero. Ecco, i Marta potrebbero farcela, molto di più.