bolognina revolution

Il 12 novembre 1989, tre giorni dopo la caduta del muro di Berlino, Achille Occhetto incontrò alcuni vecchi partigiani ed un paio di cronisti nella sezione della Bolognina, un quartiere popolare di Bologna, dove annunciò la necessità di intraprendere “strade nuove” e di trasformare “il partito in una cosa più grande e anche più bella”. – wikipedia

Mi sembrava che con l’abbattimento del Muro, con la vittoria della libertà sulle dittature comuniste, potesse aprirsi un tempo nuovo. Un tempo di libertà, un tempo di ricerca fuori dai recinti ideologici, un tempo di curiosità intellettuale e di incontro con l’altro. [...] Voltiamo pagina. Gettiamoci alle spalle un modo di intendere i rapporti tra maggioranza e opposizione che non porta a nulla. A nulla, se non a far male all’Italia. – walter veltroni

E’ per questo che il MI AMI, da quest’anno, non è più, soltanto, indie. Non possiamo permetterci di andare alla società con un etichetta così facile e così brutalmente venduta alle istituzioni da altri circuiti che invece hanno accettato la via, ruffiana e pericolosissima, dell’intortata politica. Se il prezzo è perdere noi stessi, preferiamo lasciare ai posteri l’indie e tutte le piccolezze che gli stanno attorno. I nostri obiettivi sono più alti. Più duraturi. Più massicci. Spingiamo per entrare nella Cultura Italiana e portare la nostra Nuova Onda. – carlo pastore

la parola indie – un po’ come comunista e sinistra – è diventata troppo ingombrante e rockit, forte delle 12.000 presenze al mi ami, si è stufato di stare all’opposizione. andiamo verso il partito democratico della buona musica italiana?

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Posted: July 1, 2007 at 2:58 pm

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