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May 22nd, 2008

Spillette nell’oceano

fuckbuttons.jpgUn concerto dei Fuck Buttons è come un mare in tempesta guardato da dietro un vetro, o da uno schermo talmente reale che sembra di sentire il vento che ti investe e l’acqua che ti bagna. La furia dell’oceano è un rumore di elettronica cortocircuitata, onde che si ripetono all’infinito, barche che arpeggiano sovrastate da scariche di tuoni, un marinaio che urla in un fisher-price. Non è un SOS, il cielo è cupo ma i due inglesi sul palco non sembrano preoccupati, quello a destra picchia un ritmo tribale su un tamburo, quello a sinistra dopo minuti di buio ha trovato un messaggio in una bottiglia, sono tre note di synth che scendono la, mi, do, un accordo minore in perfetta calligrafia post-rock nella tempesta, lo rilegge decine di volte, quasi si commuove: dice dolce amore per il pianeta terra.

(foto daxliar)

Fuck Buttons – Sweet Love for Planet Earth [mp3]

(sì, sono tornato dall’ATP, è stato molto bello, presto ne scriverò più estesamente qui)

3
May 15th, 2008

Bristol here we come

Stasera prendo un volo per Bristol e domani mi dirigo qua:

atp.jpg

Di seguito i gruppi che voglio sicuramente vedere, se nel programma del festival notate qualcos’altro di immancabile, vi ringrazierò molto se me lo segnalerete nei commenti.

Venerdì: Dinosaur Jr. , Explosions in the Sky, Four Tet

Sabato: A Hawk and a Hacksaw, Okkervil River, Iron & Wine, The National, Adem, Battles

Domenica: Jens Lekman, Polvo, Silver Jews, Animal Collective, Broken Social Scene, The Field

10
May 15th, 2008

La crisi del Baustellometro

Nello smontare i mobili per abbandonare le stanze di Corso Sempione (a fine maggio si trasloca) ho rinvenuto questo documento dattiloscritto dal coinquilino: un’approfondita analisi sul duro momento musical-politico, dopo la batosta elettorale e alla vigilia di un Mi Ami quanto mai sottotono.

Dal loft di Corso Sempione 50 giungono in questi giorni notizie drammatiche: dopo il terremoto elettorale, infatti, è iniziata una fase politico-musicale di smarrimento e subbuglio. Adesso non solo la sinistra, ma l’intero mondo indie è sotto shock: il referente politico del Baustellometro, Walter Veltroni, reggerà alla batosta di Roma? Potrà essere considerato ancora un modello vincente?

Non a caso, il PD era nato in contemporanea all’uscita di Amen dei Baustelle: entrambi rappresentavano, nei rispettivi campi, il massimo sforzo teso alla conquista del potere e delle classifiche di vendita. Oggi che la coppia Bianconi-Veltroni è sotto accusa, il Baustellometro trema e c’è già chi propone il ritorno nella Torre d’Avorio extraparlamentare (con improbabili festivals fra cascine sperdute in mezzo alla campagna, nel tentativo utopistico e un po’ luddista di ignorare la realtà circostante). Per il Baustellometro, che al contrario ha vocazioni maggioritarie e di alta classifica, sarebbe evidentemente una sconfitta storica.

Ma le scale della torre, si sa, sono strette: e per questo c’è anche chi cerca di reagire alla crisi andando nella direzione opposta. Il concerto del Primo Maggio ad esempio ha visto, in un clamoroso testa a testa proprio con i Baustelle, il prepotente ritorno degli Afterhours: che negli anni Novanta erano stati – assieme ai Subsonica – i grandi precursori del Baustellometro durante l’era (tipicamente dalemiana) della Mescal. Ci si chiede a questo punto come reagirà lo smarrito popolo delle spillette: manderà in prepensionamento Bianconi, per tornare ad affidarsi a vecchie glorie ormai ultraquarantenni? Nei momenti di tempesta un po’ di esperienza andreottiana può apparire utile; e se ai vertici del PD prevalesse la strategia di alleanza con l’Udc – con un’ulteriore spostamento al centro rispetto all’ormai tramontato compromesso rutelliano – sarebbe facile per Manuel Agnelli e soci fare le scarpe a ciò che rimane dei Baustelle.

Altri segnali in questo senso arrivano dalla presentazione del Miami 2008, che annuncia un’edizione sottotono per il gregge delle frangette: dopo le rivelazioni di questi ultimi anni, il nuovo cartellone non pare in grado di proporre facce nuove. Ci si affida addirittura a Meg (la ex 99 Posse da tempo mainstreammizzata) come headliner: nel tentativo forse di intercettare una parte del vasto bacino di fashion victims e frequentatori di aperitivi milanesi, che potrebbe però causare anche un preoccupante annacquamento identitario. Si andrebbe verso la cancellazione di ogni residua differenza fra destra e sinistra, indie e mainstream, popolo della Buona Musica e popolo delle libertà.

E a questo punto, non si rischia di dare ragione a chi dice che è tutto un magna magna? Già si paventa l’arrivo di un qualunquismo della spilletta, che potrebbe degenerare se qualche pericoloso demagogo organizzasse un Vaffaindie Day guidando l’esercito dei commentatori anonimi all’assalto del forum di rockit. Ormai il loft di Corso Sempione non è più sicuro per il Baustellometro, che verrà presto portato in una località segreta: al riparo sia dalle inevitabili rese dei conti al vertice, che dalla prevedibile rabbia della base. - BDD

3
May 15th, 2008

Risotto agli Asparagi di Mezzago

risotto.jpg

La preparazione dettagliata l’ho trovata qui, ma io ho usato gli asparagi rosa di Mezzago e alla fine oltre al burro ho aggiunto anche la crescenza che era scaduta il giorno prima. Per il brodo ho fatto bollire un po’ d’acqua, aggiunto sale e buttato in pentola una carota, un gambo di sedano, mezza cipolla (tutto tagliato a pezzi) e una manciata di pomodorini. Lasciate il brodo a fuoco basso per 40 minuti mentre in padella cuocete gli asparagi con olio, cipolla e pancetta affumicata, una fetta spessa tagliata a cubetti. Attenzione ai gambi degli asparagi che ci mettono parecchio tempo a cuocere, a me sono rimasti un po’ crudi. Quando gli asparagi e il brodo sono quasi pronti, in una seconda pentola tostate il riso con olio e cipolla e aggiungete il brodo poco alla volta con un mestolo. Quando il riso comincia a cuocere versate in pentola anche gli asparagi con la pancetta e a cottura ultimata mantecate con burro e crescenza. Le quantità come sempre le ho fatte a occhio quindi non chiedetemele.

  • difficoltà: media (infatti a me non è venuto benissimo)
  • tempo di preparazione: ho perso il conto (un’oretta e mezza)

da assaporare con: Afterhours – Riprendere Berlino [mp3]

6
May 5th, 2008

Un mese a punti

  • Il giorno dopo il passengerseatparty (grazie ancora a tutti quelli che sono passati) è finita online una puntata speciale di Lazy Sundays featuring il sottoscritto e Polaroid. Possiamo ora rivelare che anche se facevamo finta che fosse domenica mattina, è stata registrata sabato prima della festa.
  • Alle elezioni ho votato PD alla Camera (sperando potesse essere primo partito) e Sinistra Arcobaleno al Senato (sperando raggiungesse l’8% in Lombardia). Preferirei non aggiungere altro.
  • Il viaggio fino a Lubiana per la terza data del nuovo tour dei Notwist ha rivelato una band in grandissima forma. Chitarre in primo piano, Martin Gretschmann che suona con due controller della Wii, sette pezzi nuovi, due da “12″, due da “Shrink” e cinque da “Neon Golden” in scaletta. Report fotografico qui, tre video qui.
  • Il parcheggio dietro la stazione costa poco ma le macchinette per il pagamento non danno resto, per cui invece di 4 euro ne ho pagati 20. Dev’essere per quello che a Lubiana sembrano passarsela bene e tutto il centro (piccolo ma affascinante) risplende di recenti restauri.
  • Francesco Merlo su Repubblica confeziona un’analisi piuttosto convincente (seppur da parte in causa) dei difetti del fenomeno-Grillo.
  • Davide mi segnala la dura polemica tra Milena Gabanelli e un ex-collaboratore di Report. Dopo aver letto una discreta parte del materiale presente in rete, non saprei di chi fidarmi tra le due parti in causa, ma mi sorprende che la cosa sia passata sotto un sostanziale silenzio.
  • Violetta (chez Inkiostro) ha scritto uno sferzante post sui danni della cultura indie quando esalta il dilettantismo in quanto tale.
  • Tobias Jones (autore dell’ottimo The Dark Heart of Italy) resoconta del ritorno al potere della destra italiana in un lungo articolo per il Guardian, che gli dedica copertina dell’inserto G2 (“Is Italy really returning to fascism?”) e correda l’articolo di un faccia-a-faccia fotografico Berlusconi-Mussolini.