Spillette nell’oceano
Un concerto dei Fuck Buttons è come un mare in tempesta guardato da dietro un vetro, o da uno schermo talmente reale che sembra di sentire il vento che ti investe e l’acqua che ti bagna. La furia dell’oceano è un rumore di elettronica cortocircuitata, onde che si ripetono all’infinito, barche che arpeggiano sovrastate da scariche di tuoni, un marinaio che urla in un fisher-price. Non è un SOS, il cielo è cupo ma i due inglesi sul palco non sembrano preoccupati, quello a destra picchia un ritmo tribale su un tamburo, quello a sinistra dopo minuti di buio ha trovato un messaggio in una bottiglia, sono tre note di synth che scendono la, mi, do, un accordo minore in perfetta calligrafia post-rock nella tempesta, lo rilegge decine di volte, quasi si commuove: dice dolce amore per il pianeta terra.
(foto daxliar)
Fuck Buttons – Sweet Love for Planet Earth [mp3]
(sì, sono tornato dall’ATP, è stato molto bello, presto ne scriverò più estesamente qui)
Un concerto magnifico, il magnolia sta facendo una stagione pazzesca (a tal proposito, il primo giugno suonano i liars). Non mi aspettavo assolutamente il carattere da dancefloor dei due inediti