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August 13th, 2008

All these walls were never really there

Domani il titolare qui parte per una settimana a Parigi. Buone vacanze a tutti.

(Il video è un nuovo pezzo di The Streets, via Andrea)

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August 9th, 2008

Non ci sono più i giovani di una volta

Less a subculture, the hipster is a consumer group – using their capital to purchase empty authenticity and rebellion. [...] An amalgamation of its own history, the youth of the West are left with consuming cool rather that creating it.

Con la consueta brillantezza, AdBusters dedica il lungo e ottimamente scritto articolo di copertina alla hipster culture, presentandola come una pallida copia dei movimenti alternativi dei decenni passati. Forse troppo drastico nel demolire una generazione al confronto di quelle precedenti, l’analisi del fenomeno – la sua vacua autenticità, il rito delle foto dove ritrovarsi il giorno seguente – è lucidissima ed estremamente interessante.

(via Jukka)

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August 8th, 2008

La morte si fa bella

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Uno dei misteri irrisolti in tanti anni che frequento Torino è l’alto e costante numero di manifesti pubblicitari di pompe funebri. I diversi concorrenti cittadini si rincorrono da anni in una battaglia ravvicinata a colpi di cattivo gusto, talmente assurda da risultare perfino divertente. Che sia perché a Torino si muore più che altrove, come ci suggerisce un insider? Con una breve ricerca in rete non ho trovato risposte a questa domanda ma in compenso ho rinvenuto un vasto catalogo della regina incontrastata del settore, la Giubileo (1234) e anche un’immagine di un notevole concorrente tedesco (qui).

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August 6th, 2008

Sempre un posto in prima fila

Adesso verrà fuori che lo conoscevate tutti da anni (in quel caso potevate anche dirmelo) ma FabChannel a me sembra una vera meraviglia. Centinaia di concerti di gruppi più o meno indie ripresi dall’inizio alla fine con abbondanza di telecamere, da guardare in streaming ad alta risoluzione. Riprese ottime, audio pure, tutto gratis: roba da chiedersi se vale ancora la pena uscire di casa.

(via Kekko)

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August 2nd, 2008

La mia personale next big thing

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Mi capita spesso di finire per caso su un myspace, scorrere la pagina, ascoltare distrattamente un pezzo, chiudere il tab del browser e dimenticare assolutamente tutto. Molto raramente invece, vuoi per le potenzialità della musica, il nome azzeccato della band, una generale sobrietà rispetto agli standard del miospazio, quel nome finisce automaticamente salvato nel mio cervello sotto “gruppi da tenere d’occhio”. A dire il vero quest’anno credo mi sia successo una volta sola, con i torinesi Farmer Sea, e chissà quale fu il link benemerito. Persi per poco in veste di supporto ai Girls in Hawaii, è stato molto bello poterli finalmente incontrare per una cup of tea lo scorso maggio in una domenica uggiosa e perfettamente in sintonia con i loro riff pavementiani e malinconici. “Avete già suonato al Mattatoio?” – detto fatto ed ecco che (dopo il passaggio al Mi Ami, dove anche stavolta li perdo) si concretizza grazie ad Anais una data in quel di Carpi. Estate piena stavolta, mojito e chiacchiere nel vicolo di via Rodolfo Pio e su quel palco che palco non è, i Farmer Sea finalmente da valutare in formazione elettrica. I ragazzi si rivelano fra i gruppi della loro età che suonano meglio in Italia, due chitarre che sanno riempire lo spazio con riff piccoli ma perfettamente efficaci nel loro dialogo (solo nei Kech ricordo di aver sentito qualcosa del genere), lasciando la potenza al basso, centrale sul palco e alla batteria, storta quanto basta. Poi c’è la voce fragile e sottile, possibile punto di debolezza, ma potenzialmente anche di forza nel suo dichiararsi implicitamente strumento, mezzo e non messaggio. Poi le tastierine giocattolo, i cambi di strumenti, le drum machines usate con misura ed intelligenza, non si può non intuire il lavoro che c’è dietro a questi pezzi e a questo sound dove tutto si incastra alla perfezione. Niente instant-hype nella rete, tutto tempo guadagnato da spendere in sala prove, forse. Yuppie Flu, o anche Hogwash (ma più immediati) e Slumber (ma più complessi) nelle coordinate italiane da tracciare. Negli ultimi mesi i Farmer Sea hanno registrato un album, si chiama “Low Fidelity in Relationships” e nessuno l’ha ancora potuto ascoltare, in attesa di un’etichetta che lo stampi. Sarebbe un vero peccato se non lo si potesse fare a breve.