Problema: siete a Milano e vorreste andare a vedere qualche film al cinema all’aperto, ma il programma in pdf è talmente scomodo da consultare che vi fa passare la voglia
Soluzione: la mia webapp user-friendly con la supercazzola, come se fosse antani. Gradite segnalazioni di bug, birre gratis, bonifici & cotillon.
Ho passato da poco la fermata di Pasteur quando sento la prima goccia. Alzo lo sguardo ma non ci sono balconi da cui possa essere caduta, dopo qualche secondo un’altra e un’altra ancora, quasi piacevoli col caldo di questi giorni. Aspetto un po’ prima di guardare in controluce attraverso viale Monza e vedere che la pioggia è più fitta di quel che sembrava, scende lievemente obliqua e costante sotto la luce dei lampioni, a maculare i cofani neri delle auto parcheggiate di traverso sul marciapiede. Il pianoforte di Hauschka scandisce i passi nelle note gravi e le gocce d’acqua in quelle acute, qualcosa infilato tra le corde e i martelletti ronza misterioso come le sporadiche luci accese nelle case. I marciapiedi di viale Monza sono molto larghi, le automobili disordinate lasciano ampio spazio per camminare e anche incrociare qualcuno senza minimamente modificare il proprio percorso rettilineo. La trattoria pugliese dove andavamo a volte a mangiare coi vecchi colleghi – la saracinesca quasi del tutto abbassata, del discorso delle persone che sostano fuori colgo solo “quando lavoravo in Pirelli”, poi sono già oltre e la musica delicata nelle cuffie copre ogni altra parola. Un bilocale in vendita a 220.000 euro, seguo la vetrina con lo sguardo ma non rallento e mi volto di nuovo avanti, mantenendo il passo. C’è la gelateria di cui mi hai mandato il link l’altro giorno, non so perché. Nella borsa ho la guida di Vivimilano ai locali dell’estate, centinaia di bar e ristoranti che forse faranno in tempo a chiudere tutti prima che ti ci porti. Dall’altro lato ci dev’essere quell’osteria radical chic di cui avevo letto ormai diversi anni fa, mai capito dove sia di preciso né se valga la pena scoprirlo. E qui è piazzale Loreto, il nero della notte che si riflette nelle vetrate, le insegne luminose di marchi che guardo senza memorizzare, l’orologio rosso indica le 22:59. Ventiquattro gradi centigradi.
Hauschka – Flingern [mp3]
Sul Guardian esce una guida con 10 consigli non convenzionali su Milano, le segnalazioni sono ad opera di Marina Spada, regista della quale avevo sentito parlare (bene) qualche anno fa per il suo “Come l’ombra”. Marina Spada, scopro ora, è anche candidata alle elezioni regionali e si unisce a poche altre facce che – mentre a sinistra si decide di puntare tutto su due trombati – sembra quasi immaginabile poter votare, e che lasciano un filo di speranza sulla possibilità non ancora del tutto sepolta di fare politica in modo onesto. Le altre facce che ho visto? Giuseppe Civati, Pietro Bussolati, Chiara Cremonesi. Proprio sul sito di quest’ultima trovo rilanciato l’ennesimo geniale provvedimento della giunta Moratti: l’ordinanza che prevede la chiusura di tutti i locali di Via Padova a mezzanotte, ufficialmente per garantire più sicurezza dopo gli scontri di qualche settimana fa, di fatto ottenendo l’esatto opposto e costringendo chi magari non voleva spaccare nessuna macchina ma solo bersi un bicchiere di vino al Ligera a restarsene a casa. D’altra parte, non è che tredici anni fa le cose andassero molto meglio.