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May 15th, 2008

La crisi del Baustellometro

Nello smontare i mobili per abbandonare le stanze di Corso Sempione (a fine maggio si trasloca) ho rinvenuto questo documento dattiloscritto dal coinquilino: un’approfondita analisi sul duro momento musical-politico, dopo la batosta elettorale e alla vigilia di un Mi Ami quanto mai sottotono.

Dal loft di Corso Sempione 50 giungono in questi giorni notizie drammatiche: dopo il terremoto elettorale, infatti, è iniziata una fase politico-musicale di smarrimento e subbuglio. Adesso non solo la sinistra, ma l’intero mondo indie è sotto shock: il referente politico del Baustellometro, Walter Veltroni, reggerà alla batosta di Roma? Potrà essere considerato ancora un modello vincente?

Non a caso, il PD era nato in contemporanea all’uscita di Amen dei Baustelle: entrambi rappresentavano, nei rispettivi campi, il massimo sforzo teso alla conquista del potere e delle classifiche di vendita. Oggi che la coppia Bianconi-Veltroni è sotto accusa, il Baustellometro trema e c’è già chi propone il ritorno nella Torre d’Avorio extraparlamentare (con improbabili festivals fra cascine sperdute in mezzo alla campagna, nel tentativo utopistico e un po’ luddista di ignorare la realtà circostante). Per il Baustellometro, che al contrario ha vocazioni maggioritarie e di alta classifica, sarebbe evidentemente una sconfitta storica.

Ma le scale della torre, si sa, sono strette: e per questo c’è anche chi cerca di reagire alla crisi andando nella direzione opposta. Il concerto del Primo Maggio ad esempio ha visto, in un clamoroso testa a testa proprio con i Baustelle, il prepotente ritorno degli Afterhours: che negli anni Novanta erano stati – assieme ai Subsonica – i grandi precursori del Baustellometro durante l’era (tipicamente dalemiana) della Mescal. Ci si chiede a questo punto come reagirà lo smarrito popolo delle spillette: manderà in prepensionamento Bianconi, per tornare ad affidarsi a vecchie glorie ormai ultraquarantenni? Nei momenti di tempesta un po’ di esperienza andreottiana può apparire utile; e se ai vertici del PD prevalesse la strategia di alleanza con l’Udc – con un’ulteriore spostamento al centro rispetto all’ormai tramontato compromesso rutelliano – sarebbe facile per Manuel Agnelli e soci fare le scarpe a ciò che rimane dei Baustelle.

Altri segnali in questo senso arrivano dalla presentazione del Miami 2008, che annuncia un’edizione sottotono per il gregge delle frangette: dopo le rivelazioni di questi ultimi anni, il nuovo cartellone non pare in grado di proporre facce nuove. Ci si affida addirittura a Meg (la ex 99 Posse da tempo mainstreammizzata) come headliner: nel tentativo forse di intercettare una parte del vasto bacino di fashion victims e frequentatori di aperitivi milanesi, che potrebbe però causare anche un preoccupante annacquamento identitario. Si andrebbe verso la cancellazione di ogni residua differenza fra destra e sinistra, indie e mainstream, popolo della Buona Musica e popolo delle libertà.

E a questo punto, non si rischia di dare ragione a chi dice che è tutto un magna magna? Già si paventa l’arrivo di un qualunquismo della spilletta, che potrebbe degenerare se qualche pericoloso demagogo organizzasse un Vaffaindie Day guidando l’esercito dei commentatori anonimi all’assalto del forum di rockit. Ormai il loft di Corso Sempione non è più sicuro per il Baustellometro, che verrà presto portato in una località segreta: al riparo sia dalle inevitabili rese dei conti al vertice, che dalla prevedibile rabbia della base. - BDD

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December 14th, 2007

Partecipazionismo is bad for your health

Stasera si va qui. Poi magari si prova a dormire qualche ora in più per notte, e si ricomincia a postare qualcosa di interessante.

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July 18th, 2007

la loggia dei conigli

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se non ho ancora scritto nulla sul concerto degli arcade fire di una settimana fa, mio quasi sicuro concerto dell’anno, è solo perché il resoconto coincide col mio primo articolo scritto in esclusiva per gli amici conigli di indie for bunnies, webzine che grazie alla raccomandazione di tommy da oggi mi contra tra i redattori. circa 4000 battute da v.ero g.iornalista m.usicale, piene di inutili perifrasi per esprimere un concetto invero molto semplice: arcade fire!!! aaaaaa!! neon bible!! aaaaaaaaa!! le violiniste!! uuuuu!! l’organo a canne!!!! aaaaaaaaaaaaaaaaaa!!!! figataaaaa!!!!!!!!!!!!!!!!

(ringraziamenti doverosi a ele per la foto del live, a enzo per il passaggio e a kay per l’ospitalità bolognese)

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July 1st, 2007

bolognina revolution

Il 12 novembre 1989, tre giorni dopo la caduta del muro di Berlino, Achille Occhetto incontrò alcuni vecchi partigiani ed un paio di cronisti nella sezione della Bolognina, un quartiere popolare di Bologna, dove annunciò la necessità di intraprendere “strade nuove” e di trasformare “il partito in una cosa più grande e anche più bella”. – wikipedia

Mi sembrava che con l’abbattimento del Muro, con la vittoria della libertà sulle dittature comuniste, potesse aprirsi un tempo nuovo. Un tempo di libertà, un tempo di ricerca fuori dai recinti ideologici, un tempo di curiosità intellettuale e di incontro con l’altro. [...] Voltiamo pagina. Gettiamoci alle spalle un modo di intendere i rapporti tra maggioranza e opposizione che non porta a nulla. A nulla, se non a far male all’Italia. – walter veltroni

E’ per questo che il MI AMI, da quest’anno, non è più, soltanto, indie. Non possiamo permetterci di andare alla società con un etichetta così facile e così brutalmente venduta alle istituzioni da altri circuiti che invece hanno accettato la via, ruffiana e pericolosissima, dell’intortata politica. Se il prezzo è perdere noi stessi, preferiamo lasciare ai posteri l’indie e tutte le piccolezze che gli stanno attorno. I nostri obiettivi sono più alti. Più duraturi. Più massicci. Spingiamo per entrare nella Cultura Italiana e portare la nostra Nuova Onda. – carlo pastore

la parola indie – un po’ come comunista e sinistra – è diventata troppo ingombrante e rockit, forte delle 12.000 presenze al mi ami, si è stufato di stare all’opposizione. andiamo verso il partito democratico della buona musica italiana?

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June 15th, 2007

mi metto gli occhiali grossi

il gioco dell’estate. o perlomeno di questo weekend.

regalo un cd dei phonograph al primo che riconosce tutti i 6 protagonisti del video e indica per ciascuno un link al rispettivo blog, fotolog o myspace. per i musicisti non vale indicare il myspace del gruppo, serve un link personale. mandate le vostre risposte a francesconegri chiocciola gmail punto com.

[update: nessuno ha indicato correttamente tutti i 6 link. do lo stop al tempo, mi tengo il cd dei phonograph per la prossima occasione e pubblico le risposte.

  1. tosh (dei phonograph) - fotolog.com/ignoranza
  2. nur - salato.splinder.com
  3. bolla - boll.splinder.com
  4. anais - lunarpunk.blogspot.com
  5. enver - enver.splinder.com
  6. barbara (dei fresh air of hiroshima) - myspace.com/run0rabbit

un ringraziamento tardivo ad enzo che mi ha suggerito il montaggio audio, e a tutti quelli che si sono fatti riprendere con i loro occhiali grossi.]