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January 26th, 2008

Partire dalla fine

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Sono le 4 di notte e visto che sono ancora alzato potrebbe essere il momento giusto per raccontarvi questa storia. Dietro lo schermo e oltre la portafinestra anche l’enorme incrocio tra corso Sempione e via Domodossola ha ormai i semafori lampeggianti, mentre passano ancora parecchie macchine per quest’ora così tarda; dall’altra parte della stanza giace sdraiato da tre giorni uno scheletro di un armadio Ikea Pax che ho comprato lo scorso weekend e non ho ancora finito di montare. Sono in quella che da un mese è la mia nuova stanza fuori casa dei genitori. Partiamo dalla fine, dicevo: la raccomandata del proprietario dice che la casa andrà liberata entro fine giugno, il contratto è unico per tutto l’appartamento dove viviamo in tre ed è in scadenza, per cui poco conta che quando ho deciso di traslocare qui lo stesso proprietario sembrasse intenzionato a prolungarlo e io avessi progettato di imbiancare, comprare altri mobili e insomma fermarmi un po’ più a lungo. Non rimane che prenderla come una vacanza, qualcosa di simile a quel periodo di lavoro all’estero che non avevo mai avuto il coraggio di fare. I vantaggi di avere un termine per la mia permanenza sono che non c’è tempo da perdere: bisogna conoscere i locali del quartiere, invitare gli amici, fare qualche festa, evitare di rimandare troppo. Poi c’è anche il pazzo progetto di raccogliere in un libricino i ricordi di tutte le persone che in una decina d’anni si sono succedute di amicizia in amicizia, di conoscenza in conoscenza, in queste tre stanze al quarto piano di Corso Sempione 50, poco lontano dalla sede della Rai. Il socio innanzitutto, che a questo indirizzo aveva dedicato il suo tlog e che spesso mi aveva ospitato a cena già lo scorso anno, trasformando questa casa negli studi della Yacht TV. Poi Fabio de Luca, altro nome storico della blogosfera italiana che fino a un paio d’anni fa abitava nella stanza qui a fianco. E ancora una serie di altre persone ora sparse per il mondo che hanno trasformato questo appartamento in qualcosa di piuttosto speciale, arrivando fino a Rubens, l’attuale terzo inquilino, brasiliano passato per gli States, la Spagna, la Francia e infine approdato a Milano.

Facendo l’ultimo passo indietro, la decisione di andare ad abitare da solo l’avevo presa già attorno a metà dello scorso anno, più o meno in coincidenza con il mio primo stipendio da lavoratore. Quando a ottobre arrivò la notizia che il socio cercava un nuovo inquilino, fu l’ennesima fortunata sorpresa del 2007. La speranza che questo indirizzo potesse essere un punto fermo su cui appoggiare un 2008 che per forza di cose non potrà essere altrettanto life-changing è già svanita, evidentemente non è ancora il tempo delle sicurezze. Ma è il tempo dei miei primi sei mesi fuori casa, i miei sei mesi a Corso Sempione. Non è poco, no.

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October 21st, 2007

there’s a radio tower, it’s egging you on

un po’ che non mi faccio vivo dai conigli ma tornerà presto la mia firma da quelle parti, intanto ringrazio tommy dell’invito e torno a partecipare alle sue domeniche pigre, in podcast e ora anche in fm grazie a radio tandem di bolzano che ogni mercoledì alle 17 rimbalza nell’etere la puntata della domenica: son cose. un grazie anche a enver per la partecipazione telefonica.

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October 12th, 2007

alzare il volume abbastanza per coprire la tosse

15 gradini per scendere l’ultima rampa di scale e uscire dall’ufficio, lasciare che la città mi afferri e il cielo si lasci contemplare nudo tra i palazzi. come uno strano pesce saltello tra gli arpeggi, attraversare a passo spedito piazza aspromonte è tutto ciò di cui ho bisogno per sentirmi di nuovo vivo. la sera di milano è un’arpa, grande e delicata, e via padova mi lascia la sensazione di avere capito qualcosa, senza il tempo di metterlo a fuoco prima di salire le scale del castello di carte, sperando di comporre il puzzle delle inutili urgenze che riempiranno le ultime ore della giornata. prima però mi siedo mezz’ora in poltrona a guardare un videotape registrato giorni fa. poi nel dubbio riparto ancora da capo, dalla traccia numero uno di un disco che è già entrato sottopelle, di nuovo dentro l’arcobaleno.

radiohead – 15 step [mp3]

la salute permane precaria (e anche l’acqua della doccia) ma intanto tra un colpo di tosse e l’altro stasera faccio il mio debutto come dj, per la prima volta dietro una vera console insieme a illustri colleghi e sì, ho studiato tutto il manuale d’istruzioni del cdj-100 e sì, sono emozionato.

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August 2nd, 2007

me and you and everyone we know

hai presente quelle feste da telefilm americano, no? quelle di fine anno, dove ci si trova tutti all’aperto e si beve e si ride e si parla e ci si innamora. quelle feste che sapevamo non avremmo mai potuto avere.

l’hana-bi di marina di ravenna deve stare in un’altra dimensione. c’è una spiaggia lunga di sabbia fine, dejavu di tante estati passate sull’adriatico. ci sono le file di ombrelloni colorati, il mare da una parte, il bar col portico di legno dall’altra.

poi ci sono un gruppo di svedesi che arrivano a metà pomeriggio in pullman, si sistemano sotto il portico di legno e fanno il soundcheck. ci siamo io e te e tutti quelli che conosciamo radunati attorno a un ombrellone. c’è enzo che mette su i dischi e ci sono ancora altre due birre al prezzo di una. c’è la sabbia nei capelli e nella macchina fotografica.

il concerto inizia con emanuel che si butta dal tetto sul pubblico che lo aspetta con le mani in alto, mentre la corrente elettrica è saltata da 5 minuti e la gente ha continuato a cantare. finisce con la band e un’altra ventina di persone che lasciano le scarpe a riva e si buttano in acqua a mezzanotte.

le canzoni che hanno fatto, come le hanno suonate, se le ho cantate, stavolta proprio non lo ricordo. ma se dicessimo che allora la musica non era un ingrediente fondamentale di quella felicità che c’era sulle facce di tutti, beh no, sarebbe davvero un’ingiustizia.

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July 18th, 2007

la loggia dei conigli

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se non ho ancora scritto nulla sul concerto degli arcade fire di una settimana fa, mio quasi sicuro concerto dell’anno, è solo perché il resoconto coincide col mio primo articolo scritto in esclusiva per gli amici conigli di indie for bunnies, webzine che grazie alla raccomandazione di tommy da oggi mi contra tra i redattori. circa 4000 battute da v.ero g.iornalista m.usicale, piene di inutili perifrasi per esprimere un concetto invero molto semplice: arcade fire!!! aaaaaa!! neon bible!! aaaaaaaaa!! le violiniste!! uuuuu!! l’organo a canne!!!! aaaaaaaaaaaaaaaaaa!!!! figataaaaa!!!!!!!!!!!!!!!!

(ringraziamenti doverosi a ele per la foto del live, a enzo per il passaggio e a kay per l’ospitalità bolognese)